Gatti, i guardiani silenziosi di Roma

Se si contassero davvero tutti i suoi abitanti, Roma non ne avrebbe solo 2milioni 800mila, ma qualche migliaio in più. Secondo il regolamento comunale, infatti, i gatti sono a tutti gli effetti cittadini della Capitale, con diritti e tutele.

LIBERI, NON RANDAGI – Più di cinque felini liberi che vivono insieme sono consideraticolonia protetta, che può stanziarsi dove preferisce, dalle rovine romane ai cortili condominiali. Le colonie censite a Roma sono oltre 400 e alcune contano anche più di 500 gatti, accuditi dai volontari.

LE GATTARE – Il termine, in gergo romano, si riferisce alle signore di mezza età che si circondano di gatti e li accudiscono. Oggi, però, le gattare sono state ufficializzate dal regolamento comunale, declinandole anche al maschile e assegnando ufficialmente loro la cura dei felini della Capitale. Oggi, i volontari a Roma sono oltre 40mila e non si occupano solo di sfamare i gatti, ma anche di garantire le cure veterinarie necessarie, combattendo contro l’endemica mancanza di finanziamenti. Per limitare il numero di randagi, i volontari si occupano principalmente di sterilizzarli e organizzano ciclicamente anche delle giornate per l’adozionedei micini più piccoli.

Non solo vecchie signore: la gattara più famosa di Roma era una diva. Secondo la leggenda, infatti, l’icona del neorealismo Anna Magnani era una grande amante dei gatti. Abitava a due passi da Largo Argentina e, quasi ogni giorno, andava a sfamare i randagi dell’area sacra.

LE COLONIE – La colonia felina più famosa di Roma è sicuramente quella di largo Argentina. I gatti si sono stanziati tra le rovine del foro dei Cesari nello stesso anno in cui vennero portate alla luce, il 1929. Da allora anche loro fanno parte dell’attrazione turistica, sonnecchiando tra i capitelli. Ormai abituati alla presenza dei visitatori, non si scompongono nemmeno quando qualcuno gli si avvicina troppo per rubare una fotografia artistica.

Nel centro storico, i gatti si sono appropriati anche di un angolo della piazza più multietnica del quartiere Esquilino: Piazza Vittorio. I felini presidiano infatti la Porta Magica: fiancheggiata da due statue del dio egizio Bes, secondo la leggenda questa è l’unica rimasta delle 5 porte del palazzo del marchese di Palomara, nobile e alchimista che cercava la formula per trasformare la pietra in oro.

A riprova dell’attrazione dei gatti per l’occulto, anche la Piramide Cestia e l’adiacente Cimitero Acattolico di Roma ospitano una nutritissima colonia. In questo caso, ad accudirli ci sono sia i volontari che le signore inglesi che da sempre si occupano del cimitero, destinato a dare sepoltura a tutti gli stranieri non cattolici di Roma.

La colonia felina più popolosa è quella del Verano, in cui più di 500 gatti si nascondono tra le tombe ottocentesche dell’immenso cimitero monumentale. Il numero cresce ogni giorno, nonostante i volontari lancino appelli perché non si abbandonino i propri gatti né se ne portino di nuovi, perché l’area è già satura e i felini residenti male accolgono i nuovi arrivati.
 
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